Evitare il caos nell’etere

Entro l’anno prossimo l’Italia dovrà definire un piano in vista della cessione della banda 700 MHz. In attesa di conoscere la strategia del Governo Renzi, cerchiamo di capire cosa c’è dietro la questione.

 

2013-05-21Restare al digitale terrestre di prima generazione, il DVB-T, renderebbe tutti più tranquilli ma lascerebbe intatto il groviglio nell’etere. Per sbrogliare la matassa si potrebbe prendere in esame un percorso alternativo, come il passaggio allo standard di trasmissione Mpeg-4. Una soluzione capace di ottimizzare l’utilizzo dello spettro e di salvaguardare il posto per le emittenti, agevolando il cammino del Governo in vista dello sgombero della banda 700 MHz

A livello istituzionale al fianco del Mise c’è anche l’Agcom che proprio nelle prossime settimane concluderà la consultazione (686/15/CONS ) sulle codifiche che devono considerarsi “tecnologicamente superate”. “Il provvedimento – spiega Marco Pellegrinato, vicepresidente di HD Forum Italia – punta ad un obiettivo molto chiaro: individuare e quantificare la presenza di codec superati nel parco ricevitori italiano”

Ed è un’informazione strategica per valutare la fattibilità delle mosse future. “Infatti – aggiunge Pellegrinato – nell’ipotesi di un passaggio alle trasmissioni in Mpeg-4, i possessori di ricevitori con a bordo l’Mpeg-2 dovrebbero dotarsi di una sorta di adattatore per continuare a ricevere il segnale del digitale terrestre”. 

La spesa si aggira grosso modo tra 30 e 50 Euro al pezzo. E sarebbe auspicabile una forma di sostegno economico da parte dello Stato, cosa che limiterebbe la possibile perdita di telespettatori per i broadcaster spingendoli così a staccare la spina dall’Mpeg-2 (rendendo possibile nello stesso tempo la fine dell’SD nel nostro Paese).

L’ampiezza della zona grigia non è trascurabile, sulla base del parco installato complessivo che è valutato intorno a 48 milioni di pezzi. “In particolare – spiega Pellegrinato – vi rientrano tutti coloro i quali hanno acquistato televisori e decoder fino al 2012-2013, quando la legislazione ha cominciato ad introdurre l’obbligo di vendita di prodotti con codifica Mpeg-4”. Se oggi il Governo decidesse di effettuare il passaggio alle trasmissioni in Mpeg-4, l’intero sistema avrebbe diversi anni di tempo per organizzarsi in vista della scadenza del 2020.