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Genovese: “L’HD porta il vero cinema in casa”

Per chi fa cinema è fondamentale far parlare le immagini o riprodurre i suoni nella maniera più veritiera possibile. Anche a vantaggio di chi, poi, vedrà il film a casa.  Paolo Genovese, regista di ‘Perfetti Sconosciuti’, per la visione sul divano ha scelto uno schermo e un proiettore HD.

 

Uno schermo e un proiettore HD. Campeggiano nel salotto di Paolo Genovese, regista di ‘Perfetti sconosciuti’, film che ha ottenuto grande successo al botteghino.  “Quando vedo un film – dice – spengo la luce. Mi piace cercare di avvicinarmi ad una visione cinematografica anche a casa. Per esempio io non vedo un DVD se non è Blu-ray“.  Genovese, che ha conquistato il cuore del pubblico italiano raccontando la storia emozionante ed amara di un gruppo di amici e dei terribili segreti che ognuno di loro nasconde all’altro, ammette che la sua passione per la tecnologia è una vera e propria mania: “una mania, vero, ma finalizzata alla qualità e alla valorizzazione di un grande lavoro”.

Ogni piccolo particolare, secondo il regista, deve essere messo in luce. Perché accanto a ogni storia portata sul grande schermo c’è un lavoro di settimane.  “Spesso – racconta – si passano ore in sala mix per raggiungere l’effetto di una porta che sbatte o il rumore di un gabbiano. Sono dettagli che aumentano la percezione del film e con un impianto sofisticato vengono restituiti”.

Ancora incredulo del grande successo, si interroga sul perché di tanta positiva, ovviamente gradita, accoglienza. “Credo che sia perché rappresenta una sorta di analisi di gruppo. Ha reso possibile parlare di certi argomenti”.

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Paolo, sei il classico spettatore ipertecnologico, giusto?

Sì! E’ una questione di gusto della qualità di visione. A casa ho uno schermo e un proiettore HD, un impianto 5.1, quando vedo un film o una partita spengo la luce, insomma mi prendo quel tempo e non mi metto a fare altro. Oggi il senso del cinema è ancora andare in sala per vedere uno spettacolo che altrimenti non vedresti.

Tu, insomma, vuoi portarti il cinema a casa?

Non dico che voglio riprodurre lo stesso effetto a casa, ma mi piace cercare di avvicinarmi ad una visione cinematografica. Per esempio io non vedo un DVD, se non è Blu -ray mi dà fastidio. E’ una mania tecnologica la mia, vero, ma finalizzata alla qualità e alla valorizzazione di un grande lavoro.

Perché pensi che ci siano persone che danno una sorta di primato alla storia e non al modo di vederla?

La percezione di un film è fatta a strati e ti porti a casa tante cose. La grande guerra, anche visto su un piccolo televisore in bianco e nero, resta un grande film, è fuori discussione, magari di Guerre Stellari perdi qualcosa. Però accanto alla storia c’è un enorme lavoro di settimane per esaltare ogni piccolo particolare.

Per esempio?

Per esempio passo giorni in sala mix per aggiungere l’effetto di una porta che sbatte o il rumore di un gabbiano. Sono dettagli che aumentano la percezione del film e con un impianto sofisticato vengono restituiti.

Da regista vuoi che un tuo film sia trasmesso nella maniera migliore…

Anzi, a me fa piangere il contrario, cioè pensare che il mio film, uscito dalla sala, possa essere visto su computer a bassa risoluzione o su un vecchio televisore che neanche rispetta le dimensioni. Io vorrei che un film venisse visto come nella prima proiezione in sala prove.

Quali sono le situazioni che ti mandano in tilt?

Vedere i film in aereo per me è angosciante. Vengono adattati, tagliati…magari io da quel lato dello schermo ho messo la cosa più importante e alla fine sparisce! Non mi sembra complicato mettere un monitor che rispetti le dimensioni di un film. Stesso disagio quando in un cinema non vengono cambiate le lampade al momento giusto e vedi il tuo film scolorito e brutto. E’ una tortura che viene fatta a quello che hai fatto.