mons. Viganò

Viganò: “Alleanza per la riforma”

Ancora un passo verso la riforma dei media vaticani. Questo in sintesi il senso dell’intesa tra la Segreteria per la Comunicazione e l’Associazione HD Forum Italia. Lo ha spiegato concretamente mons. Dario Edoardo Viganò nell’intervista che ci ha rilasciato poco dopo l’annuncio della partnership.

 

Come nasce la partnership tra la Segreteria per la Comunicazione e l’Associazione HD Forum Italia? 

E’ stato un percorso andato di pari passo con l’upgrade tecnologico compiuto in questi anni dal Centro Televisivo Vaticano. Un cammino condiviso con alcune realtà che fanno parte di HD Forum Italia alla ricerca di soluzioni che permettessero, da un lato, di fare investimenti aperti all’evoluzione futura e, dall’altro, di incrementare l’impatto immersivo delle immagini del Papa, di produrre reperti audiovisivi destinati agli storici del domani e di continuare a servire le zone tecnologicamente meno avanzate del mondo. Del resto ciò di cui si occupa HD Forum Italia è proprio la conoscenza e la pratica delle tecnologie applicate all’audiovisivo.

Il riferimento è all’adozione del formato Ultra HD/HDR da parte del CTV. Quale sarà il prossimo passo?

Questo diventerà progressivamente il nostro standard di produzione abituale.  C’è un grosso vantaggio nel produrre in Ultra HD: in modo automatico possiamo scalare il segnale in tutti gli altri formati, dall’HD all’SD, realizzando così la missione del CTV che è quella di raccontare i gesti e le parole del Papa e di rendere questo racconto disponibile per il mondo intero. Se avessimo continuato a produrre solo in SD avremmo tagliato fuori gli Stati Uniti e altri paesi evoluti dal punto di vista tecnologico che da tempo non utilizzano più questo standard.

Torniamo alla partnership con HD Forum Italia. Cosa vi aspettate?

Si tratta di un laboratorio e di uno spazio di confronto con importanti soggetti tecnologici di caratura mondiale. E questo è da stimolo reciproco. Per noi ad affinare meglio l’impiego degli strumenti tecnologici al servizio del Papa e del Magistero della Chiesa. Per loro a conoscere un mondo come quello della Chiesa che ha delle regole specifiche soprattutto a livello della comunicazione per immagini.

In che modo tutto ciò si innesta con il percorso di riforma dei media vaticani?

Alla base del percorso c’è un profondo ripensamento del flusso produttivo che passerà anzitutto attraverso un accorpamento tecnologico. Si tratta della riforma di un sistema comunicativo nel suo complesso, non di una semplice riforma dei media. Quindi è di fondamentale importanza entrare in contatto con realtà tecnologiche così importanti che operano in vari contesti del mondo e in vari punti della filiera audiovisiva. Ciò si traduce nella condivisione delle conoscenze e delle competenze, un valore strategico che peraltro si concretizzerà in un importante simposio internazionale sull’evoluzione tecnologica dei media che organizzeremo in autunno assieme ad HD Forum Italia.

Cosa serve in concreto per il nuovo modello produttivo che ha in mente?

Stiamo implementando un’architettura tecnologica che favorisca la valorizzazione delle risorse umane, l’ottimizzazione dei costi e soprattutto l’interoperabilità. Penso cioè alla possibilità di intervenire agilmente e quasi in contemporanea su tutte le piattaforme di distribuzione dei contenuti nei vari formati: video, audio, testuale e fotografico. Nel solco della convergenza e dell’interattività – caratteristiche tipiche dell’era dei media digitali – il nuovo modello pone l’accento su un tipo di azione trasversale, sul ‘gioco di squadra’ e quindi su una leadership che da gerarchica e direttiva diventa ‘retarchica’.

Questo spirito guiderà anche l’unificazione tra Radio Vaticana e CTV. A che punto siamo?

Come previsto dal crono programma, entro fine 2016 avverrà la fusione dei due enti in quella che diventerà la Radio Televisione Vaticana. Stiamo completando alcuni passaggi formali, come la definizione degli statuti. In questa sede vorrei sottolineare che la componente audio rappresenta un asse portante della nostra missione. Quindi siamo molto attenti alle evoluzioni tecnologiche in atto su questo versante. Radio Vaticana si occupa dei commenti plurilingue in occasione delle celebrazioni. Inoltre, da sempre, il suo microfono è l’unico a seguire costantemente il Papa anche all’estero. C’è un sistema ben rodato, gestito dall’ufficio cerimonie, che produce un segnale 5.1 audio, quindi di altissimo livello qualitativo.

Ultima domanda. Assieme ad HD Forum Italia e CTV avete prodotto un video reportage sull’apertura della Porta Santa. Qual è il suo valore?

Direi che è un simbolo della partnership con HD Forum Italia. Infatti è un reportage che tiene assieme due diverse dimensioni. C’è il racconto della cerimonia dell’8 dicembre scorso, con immagini mai mostrate prima sul rito della recognitio, riferimenti al Giubileo del 2000 e alla cerimonia di apertura della Porta Santa in Centrafrica a novembre 2015. E nello stesso tempo c’è una narrazione per immagini con diversi standard che hanno una diversa resa visiva. Quindi, nonostante lo spettatore non sia troppo abituato a chiedersi cosa ci sia dietro un video, il reportage mostra il valore aggiunto che è capace di offrire il formato Ultra HD HDR con cui per la maggior parte è stato girato.