Pierluigi Pardo

Pardo: “Cambio casa e mi faccio il TV 4K”

Pierluigi Pardo ci ha raccontato il valore dell’esperienza vissuta sabato scorso ai microfoni di Mediaset Premium per la finale di Champions in 4K. Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda sul suo rapporto personale con la televisione

 

Come ci si sente nei panni del primo telecronista italiano in 4K?

Mi fa enormemente piacere perché è qualcosa che ci trasporta nel futuro. È chiaro che il livello della definizione delle immagini è pazzesco. Ed è altrettanto chiaro che stiamo parlando di un tipo di evoluzione tecnologica che ovviamente non può prescindere dal prodotto, cioè dall’oggetto che viene raccontato. Le emozioni di una partita si hanno anche con un televisore in bianco e nero, però è evidente che in questi anni lo spettacolo del calcio è diventato sempre di più un terreno di sperimentazione per aspetti tecnologici nuovi.

Come cambia la telecronaca nell’era dell’Ultra HD?

La telecronaca non cambia ed è importante che non cambi. Nel senso che la telecronaca è il racconto che vive del rapporto con le immagini e di ciò che ti mette a disposizione la regia. In generale, con qualsiasi tecnologia, il telecronista ha sempre un occhio al campo e un occhio al monitor. Ma con il 4K vede molto meglio. Ed è uno spettacolo ancora più bello per il fruitore. Sabato avevamo una regia diversa per il 4K con qualche telecamera in meno, ma in realtà l’abbondanza c’era comunque rispetto alla produzione tradizionale. E le immagini hanno arricchito anche il dopo partita.

Qual è la sensazione prevalente che hai oggi?

Mi ricordo quando nel 2006, prima di Barcellona-Arsenal, finale di Champions, a Parigi ci dissero che per la prima volta la partita sarebbe andata in HD e che quindi dovevamo stare tutti un po’ più attenti alla rasatura e a qualsiasi tipo di imperfezione sui vestiti. Oggi, dieci anni dopo, l’HD è una realtà quasi scontata. Il 4K è l’inizio di una nuova era e sono stato contento che Mediaset sia stata la prima a trasmettere un evento così importante in questa modalità.

Che tipo di riscontri hai avuto dopo la diretta?

Da quello che ho percepito il 4K stimola quasi una discussione filosofica su quello che è la realtà. Nel senso che più aumenta il livello di definizione dell’immagine e più ci si discosta da ciò che ti aspetteresti di vedere attraverso il televisore. Quindi fa un certo effetto vedere un’immagine che è più simile alla realtà reale ma meno simile a quello che hai visto per anni. In qualche caso, soprattutto all’inizio, ti può anche spiazzare per quanto è bello, reale e lucente. La differenza è evidente anche per un’utente tradizionale che non ha un grande background tecnologico.

Secondo te il 4K diventerà lo standard ‘normale’ della TV?

Parlo da profano, ma penso di sì perché mi sembra che sia un tipo di tecnologia che migliora il prodotto senza stravolgerlo. Al contrario, per esempio, del 3D che secondo me nel calcio non ha funzionato molto. Nel caso del 4K, invece, è semplicemente un fatto di definizione: è quattro volte meglio del migliore HD. Quindi è certo che diventerà progressivamente lo standard quotidiano della TV.

Tu come vedi la TV quando sei a casa? Sei sensibile al discorso dell’alta qualità?

Per la verità sono più sensibile alla visione in mobilità e allo streaming. Questo non per scelta ma per condizioni logistiche, visto che sono spesso in viaggio. Infatti molto il tablet, che pure ha una buona definizione. Abito in 50 metri quadrati con la mia signora e da tempo dovremmo trasferirci. Abbiamo un televisore che si vede bene, naturalmente HD. Però, appena cambio casa mi faccio il televisore 4K, che poi mi dicono che non costi neanche tantissimo.

In conclusione, Mediaset ha aperto le danze sul 4K. Gli altri player seguiranno a breve. Cosa possiamo prevedere?

Mediaset rappresenta una bella forma di stimolo per Sky e Sky lo è per Rai, con Euro 2016 che è un evento che non si può sbagliare. L’importante è la passione e il livello di preparazione che ci si mette nel raccontare gli eventi. Penso che Mediaset abbia fatto una grande Champions. Lo dicono i risultati, in termini di crescita degli abbonamenti. E lo dice anche il prodotto che è di grandissimo livello. Anche se io non ho fatto nulla di particolare.

Ma la storia è storia e il tuo nome resterà negli annali.

Esatto, assieme a quello di Aldo Serena che era con me. Diamo ad Aldo quel che è di Aldo.

 

Champions 2016