Compleanno

TV: buon compleanno HD!

L’8 giugno di 26 anni fa, per la prima volta vennero proiettate immagini televisive in HD, trasmesse in digitale via satellite. Al centro degli schermi la partita inaugurale di Italia ’90, Argentina-Camerun.

È difficile per i quarantenni di oggi dimenticare quelle ‘notti magiche’ scandite dalle facce improbabili del bomber azzurro, Totò Schillaci. Tuttavia, gli addetti ai lavori del mondo televisivo ricordano Italia ’90 soprattutto per la prima trasmissione via satellite (Olympus) di un segnale televisivo HD in digitale. A condurre l’iniziativa, nell’ambito del progetto europeo Eureka 256, un consorzio italo-spagnolo formato da Rai e Telettra, per la parte italiana, e da Telettra Espanola, Retevision e Politecnico di Madrid per la componente spagnola.

 

Copertina

 

Per l’esattezza – precisa ‘Elettronica e Telecomunicazioni’, rivista di informazione del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica (CRIT) della Rai – l’esperimento si è svolto tra l’8 giugno e l’8 luglio 1990 e ha riguardato 8 partite del campionato coinvolgendo 8 sale attrezzate con proiettori e maxi schermi. Sette punti di visione, da un centinaio di posti, vennero allestiti in cinque diverse città italiane più uno a Madrid per consentire la visione alla presenza dei regnanti di Spagna.

 

(Schema degli impianti per il collegamento digitale via satellite)Shema

 

“Fu un’esperienza televisiva totalmente nuova per i partecipanti” – ci racconta Gino Alberico, Responsabile del settore Delivery Servizi Multi-piattaforma al Centro Ricerche RAI, in quei giorni presente nella Sala A della sede Rai di Via Asiago a Roma. “Nessuno si aspettava che dalla TV potesse venire fuori un coinvolgimento simile. In sala c’era un tifo da stadio e ciò che contribuiva a dare il senso di immersione nella scena era soprattutto il formato 16/9, che rappresentava una novità rispetto al formato 4/3 conosciuto fino a quel momento”.

 

  (Apparati nella Sede Rai a Palazzo Labia – Venezia)
Sala Venezia

 

E furono particolarmente significative le conseguenze strategiche di quell’esperienza. “Anche l’Europa – spiega Alberico – capì che non era più il caso di insistere con le tecnologie analogiche e decise di passare al digitale. In seguito si affermarono progetti come MPEG per quanto riguarda i sistemi di codifica e il consorzio DVB per i sistemi di trasmissione digitale”. È così che si aprirono le porte alla TV del futuro, archiviando definitivamente la vecchia ‘battaglia’ tra i sistemi SECAM, PAL e MAC nonché la concorrenza tra il formato dell’HD giapponese a 1125 righe e quello europeo a 1250 righe. “Italia ‘90 – conclude Alberico – fu lo step con cui cambiò il modo di pensare l’evoluzione della TV”.

                       (Apparati di codifica e controllo presso lo Stadio Olimpico di Roma)Impianti