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Sky: ecco perché l’Ultra HD con HDR nel 2017

Per gli abbonati di Sky Italia l’Ultra HD arriverà l’anno prossimo con l’aggiunta dell’HDR. Intanto avanti tutta con Super HD e Realtà Virtuale per garantire un’esperienza di visione sempre più straordinaria. Ne abbiamo parlato con Massimo Bertolotti, Direttore Innovation & Multimedia Distribution di Sky Italia.

 

Bertolotti

 

Come nasce l’idea di lanciare l’Ultra HD nel 2017?

Pur non avendo mai fatto grandi annunci, abbiamo iniziato l’approccio con la tecnologia 4K già nel 2014 realizzando svariati test. E siamo arrivati alla conclusione che questa poteva essere un’innovazione parzialmente incrementale da un punto di vista qualitativo, ma con un impatto considerevole per l’utente finale, soprattutto perché richiede l’acquisto di un nuovo televisore. Quindi, al nostro interno, ci siamo dati la scadenza del 2017 puntando sull’HDR come elemento differenziante per poter garantire ai nostri abbonati un salto qualitativo di un certo livello.

Cosa cambierà fino all’anno prossimo?

Al momento la situazione del mercato dei televisori non è chiarissima. Mi piace ricordare che i principali player del settore presenti in Italia utilizzano nomi diversi come Ultra HD, 4K e UHD. Anche questo ha rafforzato la nostra idea del 2017. Nel giro di un anno assisteremo al consolidamento del mercato dei device e alla standardizzazione della fascia medio alta dei TV. Inoltre, l’anno prossimo è la data in cui avremo Sky Q in Italia, una coincidenza in un certo modo voluta. Infine, andando maggiormente dettaglio, l’anno in più ci serve anche per massimizzare la qualità del racconto 4K live multicamera.

In che senso?  

Nell’ambito degli eventi live gli standard del racconto non ci sembrano ancora del tutto equivalenti all’HD. Abbiamo notato che le riprese 4K sono belle se fatte in determinati punti, ma per esempio nel caso di un movimento molto veloce diventano difficilmente gestibili a livello di regia. Per cui stiamo lavorando a tutto tondo anche sugli aspetti della narrazione, sempre perché vogliamo offrire agli utenti un’esperienza di visione di livello superiore.

Stessa discorso sul fronte Super HD. Giusto?

Esattamente. L’esigenza è quella di trasmettere contenuti di qualità superiore per un numero di utenti più ampio possibile, in questo caso senza richiedere il cambio del televisore. Grazie ad una soluzione sviluppata al nostro interno, insieme ad alcuni partner internazionali, siamo riusciti ad applicare il Super HD anche ai contenuti live. Per la prima volta lo abbiamo fatto l’anno scorso per la finale di X Factor e lo faremo adesso per tutte le partite di Euro2016, con un canale dedicato, il 209, disponibile dal 10 giugno per gli abbonati “extra” con almeno 3 anni di anzianità, chiaramente titolari di pacchetti sport o calcio. Quindi un “premio” per una base molto consistente, visto che stiamo parlando di centinaia di migliaia di utenti.

Dal punto di vista tecnico che tipo di attività avete fatto sui live?

Abbiamo lavorato sul colore ottenendo delle saturazioni non standard, ma in linea con le classiche componenti del mondo calcistico. Così abbiamo rafforzato il verde del campo e i colori vivi che ci sono intorno per renderli più vicini alla realtà. Ovviamente, con l’aumento il contrasto aumenta anche il dettaglio, migliorando la percezione delle immagini. Il tutto attraverso gli schermi televisivi già disponibili nelle case.

 

Qual è, invece, l’approccio sul versante della Realtà Virtuale?

Si tratta di un approccio di gruppo, soprattutto dopo il varo Sky VR Studio da parte di Sky UK che ha avuto una certa eco nel settore. Per noi la Realtà Virtuale costituisce un elemento evolutivo fondamentale per un racconto capace di ampliare in modo complementare l’esperienza di visione dell’utente.

Cosa dire a proposito dei contenuti?

La nostra forza è stata quella di aver esteso questa modalità sulla piattafroma 360° a diversi tipi di contenuti che coprono tutti gli asset di Sky: la fiction, con Gomorra; gli show, con X Factor 9 e Italia’s Got Talent; lo sport, ovviamente e alcune iniziative culturali importanti come quella sulle Basiliche Papali di Roma realizzata con il Centro Televisivo Vaticano che rappresenta certamente uno dei contenuti di maggior valore finora realizzati in VR da Sky.

L’ambito più promettente?

Il settore delle news, assieme al mondo dell’arte, sembra uno dei contesti in cui la Realtà Virtuale può effettivamente dare un vantaggio immediato. Ovviamente bisogna lavorare bene, perché se si mette una telecamera 360 all’interno di uno studio non si offre un’esperienza immersiva di particolare impatto. Una delle esperienze più significative, ad esempio, è la clip sull’emergenza dei migranti a Calais realizzata da Sky News, dove l’utente ha la possibilità di scegliere il suo percorso di racconto. Una cosa impossibile attraverso classica una narrazione 2D.