Indro Sky Arte

Tv: Sky Arte ricorda Indro Montanelli

S’intitola “Indro. L’uomo che scriveva sull’acqua” il docu-film che Sky Arte trasmetterà questa sera alle 21.10, proprio nel giorno dell’anniversario della morte del grande giornalista.  La regia è di Samuele Rossi che noi abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa in più su questa produzione che indaga la complessa personalità di Indro Montanelli, figura spesso al centro di animate discussioni.

Samuele Rossi

Perché hai pensato di realizzare un docu-film su Indro Montanelli? 

Affrontando lo studio del ‘900 italiano mi sono imbattuto in alcune letture riguardanti Indro Montanelli e le sue riflessioni su l’Italia e gli italiani. Le trovai di grandissima lucidità e verità. Mi colpì un punto di vista così dolorosamente centrato, così iniziai a studiare il suo percorso biografico, da me conosciuto solo per l’epico gesto di dimissioni dal Giornale in avversione alla discesa in campo di Silvio Berlusconi e per l’etichetta di giornalista di destra. Nonostante sia sempre stato un uomo molto lontano da me per idee e visione, nel suo percorso biografico trovai elementi di sorprendente interesse intellettuale ed umano: la fedeltà ai principi, la coerenza, l’integrità.

Qual è l’aspetto caratterizzante di questo lavoro, che vede la partecipazione, tra gli altri, di Marco Travaglio e Beppe Severgnini?

Direi il doppio binario costante tra documentario e finzione, l’intreccio tra realtà storica e realtà inventata. Accanto infatti al racconto più di matrice documentaristica, il film si muove sul contrappunto di un’evocazione narrativa costante ricostruita in teatro di posa attraverso la solida ed appassionata prova dei due attori Roberto Herlitzka e Domenico Diele. Un mix quindi di linguaggi, strada direi fondamentale oggi per indicare strade ed orizzonti nuovi.

Quali sono state le soluzioni “tecnico-artistico-narrative” che hai utilizzato per la realizzazione del film?

Il film intreccia 3 livelli: repertorio, interviste e finzione. Il racconto é costruito quindi secondo un costante e rigoroso intreccio che doveva creare un racconto immediato e rispondere a criteri d ricerca formale ed estetica sempre alti. Il lavoro in teatro di posa soprattutto, accompagnato dalla mano fidata del direttore alla cinematografia Paolo Ferrari, si rivela per essere un percorso attentamente studiato a tavolino sia tecnicamente che esteticamente.

La tv sta diventando sempre più “cinema”, ovvero l’altissima definizione, l’Ultra Hd, si sta facendo spazio nelle case. Tu che opinione hai al riguardo?

In un’epoca a volte così scontatamente proiettata sul “nuovo”, credo che si debba saper individuare, in base al tipo di opera da realizzare e al tipo di percorso formale ricercato, il supporto più idoneo. In questo caso abbiamo scelto un tipo di immagine più spostata sull’Hd e su una iper-definizione del reale. Ma ciò non è sempre direttamente proporzionale con la qualità di un prodotto. La scelta deve avvenire, almeno per me, in base al tipo di opera e agli obiettivi formali che si intendono perseguire.

Come nasce la collaborazione con Sky Arte?

La collaborazione con Sky Arte è di sicuro valore e stimolo. Il loro team si è rivelato attento, serio, appassionato, rendendo la collaborazione tra loro e le due società produttrici del film, Echivisivi e Alkermes, di grande spessore e valore. Sono sicuramente queste le tipologie di collaborazioni che rendono migliore il percorso di un’opera.

Cosa bolle in pentola?

Due progetti molto importanti. Un nuovo documentario, ormai in fase di finalizzazione, “Biografia di un amore”, un mix di repertorio, documentario, animazione e fiction che rappresenta il punto di arrivo di un lavoro intrapreso da anni sul linguaggio del documentario. Infine il progetto a cui sto lavorando da oltre un anno, il mio prossimo film di finzione, “Glassboy”, un teen-movie d’autore nel quale ho riversato tutto l’immaginario cinematografico accumulato in anni di appassionata visione del genere e nel quale stiamo investendo, insieme al produttore Emanuele Nespeca, impegno e lavoro massimi per realizzare il film entro fine 2017.

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