Carlo Acutis

Internet: Carlo Acutis possibile patrono

La santità per Carlo Acutis, appassionato d’informatica scomparso a 15 anni per leucemia fulminante, era il ritornello del suo inno alla vita. La Messa quotidiana, l’Eucaristia, l’Adorazione, il Rosario, una porzione di Bibbia, il computer e Facebook il suo “kit per diventare santi”. Oggi questo fa pensare a lui come futuro patrono del web. Fra poco la diocesi milanese, alla quale apparteneva il giovane, concluderà il processo di beatificazione. A Carlo Acutis è dedicato il libro “Un genio dell’informatica” del giornalista Nicola Gori e il docufilm ‘La mia autostrada per il cielo’ prodotto da Officina della Comunicazione.

 

Il giovane Carlo era un patito d’informatica, in grado di comprendere testi complicatissimi di ingegneria informatica, meravigliando tutti scrive Gori nel libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Diventando sempre più esperto con i computer, mise al servizio di chi gli stava intorno, compagni di scuola in primis, queste sue capacità. Disabili, stranieri, bambini poveri trovavano in lui un amico. “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito”, amava dire il ragazzo che aveva stretto con Dio un legame fortissimo. Ogni giorno partecipava alla Messa, recitava il Rosario e si fermava qualche momento in Adorazione eucaristica. Sul web è ancora presente la mostra virtuale che progettò a 14 anni e che testimonia come l’Eucaristia per Carlo sia stata “un’autostrada per il paradiso”.

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“Può sembrare una frase di un adolescente entusiasta della fede – dice mons. Dario Edoardo Viganò, che ha scritto la prefazione del libro ‘Un genio dell’informatica in cielo’ -, ma in realtà è un concetto straordinariamente teologico non così interiorizzato dalle nostre comunità cristiane. Mi ha molto colpito il suo essere un ragazzo flessibile, conoscitore, appassionato dei personal computer e questo mi ha fatto capire ancora di più quanto sia importante oggi la convergenza digitale. Chiedendomi di costruire la Segreteria per la Comunicazione il Santo Padre ha chiesto a tutta la Chiesa di intraprendere un corso di recupero di fronte a trent’anni di ritardo.