Piccolo Coro

Il Piccolo Coro torna in Cina

Il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna torna nuovamente in Cina. Questa volta non solo a Shanghai, ma anche a Pechino. “Otto i concerti in programma nel Paese”, ha precisato la direttrice Sabrina Simoni nell’intervista di seguito in cui parla del fittissimo calendario di questi giorni, a cominciare dalla tappa a San Marino il prossimo 17 dicembre per ‘Lumen de Lumine’.

 

Il Piccolo Coro è da sempre portatore di messaggi di solidarietà, di speranza e di pace. E nell’occasione di ‘Lumen de Lumine’ anche di luce. Come possiamo descrivere questa esibizione?

Ci auguriamo che apra un’emozione verso la riflessione, il dono agli altri e lo scambio reciproco. Attraverso la luce il suono, che sono due arti dell’espressione molto vicine alla sensibilità di ciascuno di noi, possiamo essere non dico incantati, ma portati in un altro stato interiore che ci metta a contatto un po’ più con noi stessi e gli altri. Quindi una visione un po’ più spirituale che collega attraverso il suono e la luce il nostro pensiero. Sicuramente un modo meno chiassoso di avvicinarsi alle festività natalizie.

Che tipo di preparazione richiede un concerto del genere, che arriva a pochi giorni di distanza dallo Zecchino d’Oro?

Necessita di tanta decompressione, dopo una settimana carica di adrenalina. Sicuramente dobbiamo incanalare l’energia che abbiamo in modo più raccolto.

Il Piccolo Coro non si ferma mai. Dopo San Marino, per il secondo anno consecutivo, si parte per la Cina. Come si svolgerà il tour?

Sono previste due tappe, Shangai e Pechino per una serie di concerti con un repertorio vasto e vario. Non soltanto il repertorio dello Zecchino, canteremo anche dei brani in cinese. E la luce sarà ancora una volta un elemento importante. Infatti, mentre il Coro canterà ci sarà un susseguirsi di immagini luminose che sottolineano i momenti dei brani che noi abbiamo portato. Come l’anno scorso e forse anche di più, sarà un momento molto spettacolare. L’anno scorso ci siamo anche molto divertiti perché ho sperimentato delle soluzioni alternative, piccoli movimenti gesti-suono che sottolineano il brano musicale e che gli fanno assumere una veste che non siamo abituati a vedere.

 I bambini come vivono questa trasferta?

Sono tra la concentrazione e l’euforia, un mix pericolosissimo. Si sentono estremamente responsabilizzati e sono anche galvanizzati. Capiscono che l’attenzione di questi teatri che ci hanno chiamato è anche e soprattutto merito dell’impegno che loro mettono nel fare le cose. Ed è questo che mi auguro che resti. Molti di loro non proseguiranno sulla strada della musica, faranno altre scelte. Però la cosa che conta è che l’impegno che tu hai messo nel cercare di fare del tuo meglio diventa una regola che dovrebbe valere per sempre. Per questo mi auguro che, siccome loro hanno capito questa cosa, se la portino sempre con sé.

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