Arbore e Avati

TV: Arbore e Avati a tutto jazz

La qualità tecnica crescerà sempre di più e si vedranno cose straordinarie. Però la televisione deve tornare ad essere uno strumento artistico. È quanto ci ha detto Renzo Arbore nella video intervista fatta a margine della presentazione di “…Le chiamavano Jazz band”, il programma che lo vedrà protagonista assieme a Pupi Avati su Rai Storia il 20 dicembre. In compagnia del vocalist Gegè Telesforo, i due racconteranno l’età dell’oro di questo genere musicale in Italia a partire dai primi decenni del secolo scorso.

 

Pupi Avati avrebbe voluto fare il musicista. Per lui il cinema è stato soltanto un ripiego. “Sono un jazzista fallito”, ha detto il regista durante la presentazione dello speciale firmato da Fabrizio Corallo. Confessioni anche da parte di Silvia Calandrelli, direttore di Rai Storia. “Ogni anno – ha dichiarato – Arbore lavora gratis per il canale”. E non sono mancate le confidenze dello showman pugliese. La Rai – ha svelato – ha in preparazione tre appuntamenti per omaggiare Mariangela Melato, scomparsa nel 2013.
 
“La mia generazione ha fatto la televisione più bella del mondo”, ha affermato invece a proposito del panorama dell’offerta. Tema ripreso nel corso della nostra video intervista incentrata sul futuro della Tv. Arbore ci ha spiegato che manca la velleità artistica e soprattutto la capacità di improvvisazione tipica del jazz, che invece ha caratterizzato le epoche precedenti. Insomma un quadro non proprio lusinghiero, nonostante alcune tendenze positive come l’effetto cinema raggiunto dal mezzo televisivo.