Stanotte a San Pietro Ultra

‘Stanotte a San Pietro’: risultato Ultra

Boom di ascolti per ‘Stanotte a San Pietro’ ieri sera su Rai1. Lo straordinario viaggio nelle meraviglie artistiche del Vaticano, condotto da Alberto Angela, è stato visto da circa 6 milioni di persone con oltre il 25% di share risultando il programma più seguito non solo della serata, ma anche dell’intera giornata.

 

Vale la pena ripetere che è stata la prima produzione targata Viale Mazzini in Ultra HD HDR, standard che permette immagini super definite e che proprio in virtù dell’enorme ricchezza di colori e sfumature riesce ad avvicinarsi alle capacità dell’occhio umano. Insomma l’ultimo ritrovato tecnologico, per cui è stata realizzata una trasmissione parallela sul canale temporaneo satellitare Rai 4K a vantaggio dei possessori di televisori compatibili. Perché vale la pena ripeterlo? Perché qui si annida il vero significato di ‘Stanotte a San Pietro’ che sancisce la ripresa in grande stile dei rapporti tra Vaticano e Rai. Diciamolo chiaramente: fino ad ora questi rapporti non sono stati proprio idilliaci, nonostante un’antica e formale convenzione sulla collaborazione televisiva tra le parti.

Andando in profondità si intravede il grande merito del direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, il quale ha saputo riportare tale dialogo sui binari giusti cogliendo quel vento nuovo che tira in Vaticano da quando è arrivato il prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Edoardo Viganò. Inutile girarci attorno: la riforma dei media chiesta da Papa Francesco impone di prestare una certa attenzione nei confronti dell’innovazione tecnologica per migliorare la strategia comunicativa vaticana e per renderla al passo coi tempi. Con buona pace di tutti, la Rai pre-Campo Dall’Orto non ha brillato troppo in tema di avanguardia.

Viganò, invece, ha sempre avuto un interesse fattivo sull’argomento fin dai tempi in cui era direttore del Centro Televisivo Vaticano. Non a caso, a partire dal 2013, ha messo in piedi un modello di azione imperniato sul coinvolgimento delle maggiori aziende tecnologiche del panorama mondiale come Eutelsat, Sony e Globecast. Proprio per fare il punto sulla televisione del futuro, ad ottobre scorso il Vaticano ha promosso un summit internazionale assieme all’associazione HD Forum Italia. E in parallelo ha realizzato dei test senza precedenti nella storia sul fronte dell’Ultra HD HDR, qualcosa che gli esperti paragonano agli esperimenti di Marconi.

La Rai non c’era durante questi test. A ben vedere non c’era neanche Sky, nonostante Sky abbia partecipato alla copertura in 3D della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II in diverse sale cinematografiche e su Sky 3D. Era il 2104 e alcuni cronisti parlarono di uno ‘schiaffo’ dato dal Vaticano alla Rai per il mancato coinvolgimento. A distanza di qualche anno la prospettiva è cambiata: la Rai è tornata a scommettere sull’innovazione e in particolare sull’Ultra HD. E su questo terreno ha ritrovato sintonia con la Segreteria per la Comunicazione che per ‘Stanotte a San Pietro’ ha aperto le porte di non pochi scrigni Vaticani ad Alberto Angela e al suo nutrito team.

Stanotte a San Pietro Ultra

Foto di Barbara Ledda