Piccolo Coro

Sanremo 2017: spazio al Piccolo Coro

A dicembre ci hanno fatto emozionare a San Marino, durante ‘Lumen de Lumine’. Subito dopo sono partiti per il loro secondo tour in Cina, con 8 date tra Shanghai e Pechino che hanno registrato il tutto esaurito. Oggi li ritroviamo proiettati verso Sanremo, dove apriranno la terza serata del Festival della canzone italiana con un medley dei più famosi brani dello Zecchino D’Oro. Ovviamente stiamo parlando dei bambini del Piccolo Coro ‘Mariele Ventre’ dell’Antoniano di Bologna diretto da Sabrina Simoni. Per sapere come stanno vivendo questo momento abbiamo fatto qualche domanda al direttore dell’Antoniano, fra’ Giampaolo Cavalli.

 

Come state vivendo questa notizia?

La viviamo con un po’ di meraviglia perché Sanremo è una vetrina importantissima della canzone italiana. E poi con tantissima gioia perché il fatto che in quella realtà ci sia uno spazio per il Piccolo Coro ci rende davvero molto orgogliosi.

E i bambini cosa dicono?

In verità i bambini ancora non dovrebbero saperlo, ma i genitori non avranno resistito. Io li rivedrò lunedì e gli darò la notizia in modo ufficiale. Saranno certamente contentissimi.

Adesso cosa farete?

Adesso ci sono tre settimane per prepararci al meglio per medley che il Piccolo Coro dovrà presentare con alcune delle canzoni più famose della storia dello Zecchino D’Oro. Per cui saremo al lavoro su questo.

Cosa c’è alla base dei vostri successi, anche sul fronte di YouTube dove siete ai vertici della classifica italiana?

La cosa che a me piace e stupisce di più è l’interesse che c’è attorno a quello che noi facciamo. Ed è un interesse – come ci è stato ripetuto tante volte in Cina – non solo per la qualità, ma anche per il modo con cui facciamo le cose. Quindi il fatto che i piccoli siano protagonisti, ma all’interno di una realtà che resta giocosa e a misura di bambino. E questo è il premio più bello che io potessi sentire e a cui l’Antoniano potesse aspirare.

In questi casi qual è la sfida educativa? Come presentate ai bambini questi palchi così importanti?

Quello che noi ci teniamo a comunicare e a trasmettere è la modalità che hanno loro di stare dentro le cose: quindi con tutta la serietà possibile e tutta la verità possibile, ma sempre restando nel mondo dei bambini. Questo è un mondo dove le cose sono importantissime, ma sono anche sotto forma di gioco e non hanno il carico che gli diamo noi adulti.

Per esempio?

Ricordo a Pechino, eravamo in un teatro gremito con oltre mille persone. L’unico momento in cui i bambini si accorgevano della presenza degli spettatori era durante un paio di canzoni perché il pubblico utilizzava delle lucine che quindi illuminavano tutta la sala. Di fronte a questo c’era certamente stupore da parte dei ragazzi, ma poi sono come tutti gli altri che giocano e che rimangono coi piedi per terra. Noi adulti, invece, facciamo un po’ più fatica. E ci montiamo facilmente la testa.

Dovremmo imparare da loro, vero?

Eh sì, non c’è dubbio!

Allora non ci resta che augurarvi buon lavoro, e ancora compimenti per questo importante traguardo a Sanremo.

Grazie. Essere lì sarà bellissimo.