Teatro Patologico

Teatro Patologico: ce ne parla Dario D’Ambrosi

Una realtà autentica, viscerale che esplora nella disabilità fisica e nella follia la possibilità di scoprire l’essenza della natura umana. Una modalità di fare teatro in grado di dar voce alla malattia, mostrando la scomodità di chi non si sente adeguato e di coloro che quotidianamente si vedono attaccare l’etichetta di sano o malato. In questa spazio si colloca il Teatro Patologico, il cui fondatore e direttore artistico è l’attore e regista Dario D’Ambrosi.

L’artista, di anno in anno, pone gli spettatori di fronte a un universo nascosto, spesso rifiutato. E lo fa mettendo a nudo la parte interiore dei disabili fisici e/o psichici. Noi lo abbiamo intervistato, mentre è in preparazione il XXVI Festival del Teatro Patologico, dedicato alla giornalista Rita Sala, che prenderà il via il 24 febbraio.

Dove nasce l’idea di fondare il Teatro Patologico?

Il Teatro Patologico nasce come una scoperta, grazie ad un laboratorio fortunato fatto nel 1989 quando mi venne proposto di condurre un progetto teatrale con dei ragazzi disabili. La ricerca delle sfumature hanno sempre caratterizzato il mio percorso artistico. Da giovanissimo, a 18 anni, mi sono fatto rinchiudere nel manicomio Paolo Pini di Milano, per tre mesi, per studiare la malattia e la disabilità umana calandomi nei panni di chi ne soffre.

Come sei riuscito a collegare la recitazione ad una finalità terapeutica?

Il teatro libera, aiuta a trovare delle chiavi di lettura di espressione che permettono di estrapolare le sensazioni, i traumi, i dolori che ognuno di noi si porta dentro. Tramite gli esercizi teatrali, ho sviluppato un metodo che coniughi in sé l’esigenza terapeutica con quella creativa ed espressiva. Il teatro aiuta i disabili a liberarsi proprio da quei pesi personali, dalle catene fisiche e sociali, a cui sono rimasti troppo a lungo legati, denunciando la propria condizione e ritrovando una normalità che deriva dall’eccezionalità personale.

‘Medea’ è uno dei tuoi spettacoli più significativi. Che tipo di approccio c’è stato da parte degli attori nello studio di questa figura mitologica?

Ognuno di loro ha interpretato secondo la propria visione personale sentimenti comuni e universali come il dolore, la gelosia, la ferocia, l’abbandono. L’umanità del disabile è spesso più acuta della nostra, come altrettanto acuta è la drasticità con cui condanna comportamenti che giudica disumani. È stato un bellissimo percorso.

‘Teatro Integrato dell’Emozione’ è il corso sperimentale che tieni all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. In cosa consiste?

Intanto è il primo nel mondo ad essere rivolto esclusivamente ad allievi affetti da disabilità psichica e/o fisica in cui essi affrontano materie come la recitazione, la dance ability, la drammaturgia e la scrittura di testi, la scenografia e la creazione di costumi e trucco, la regia, la storia del teatro, la fotografia e l’utilizzo delle luci in scena. Il risultato più grande è vedere un disabile che grazie a questo riscopre fiducia nelle proprie capacità ed anzi comincia finalmente ad immaginarsi utile e in grado di creare e produrre qualcosa.

Che genere di metodo metti in pratica con gli attori affinchè riescano a immedesimarsi con il personaggio? 

Il lavoro è minuzioso e parte dalle peculiarità dello studente. Si fanno esercizi sulla conoscenza del corpo, su ogni singolo muscolo e movimento che la persona con disabilità si scopre capace di riprodurre; poi si lavora sull’ascolto personale del corpo e delle sue reazioni, basandosi sul respiro e sul controllo delle azioni.

Il XXVI Festival del Teatro Patologico si terrà a Roma, in Via Cassia 472.  Ecco l’elenco degli spettacoli:

Venerdi 24 Febbraio – Apertura del festival con Dario D’ambrosi

Sabato 25 / Domenica 26 Febbraio – ‘Orgia’ di Enrico Carraro Moda

Venerdì 3 /Sabato 4 Marzo – ‘Delitto e castigo’ di Francesco Giuffrè

Domenica 5 Marzo – ‘Anna Cappelli’ di Annamaria Troisi

Venerdi 10 / Sabato 11 Marzo – ‘Real Adam and Eve’ di Olimpia Ferrara

Domenica 12 Marzo – ‘Noi che vi scaviam la fossa’ di Vania Castelfranchi

Venerdì 17 Marzo – ‘Il candidato’ di Simone Villani

Sabato 18 Marzo – ‘Il demone della velocità’ di Claudio Tettamani

Domenica 19 Marzo – ‘Confitero’ di Alfredo Traversa

Venerdì 24 Marzo – ‘Chi ha suonato la sirena?’ di Stefano Maria Palmitessa

Sabato 25 /Domenica 26 Marzo – ‘Time Lapse’ di Giuseppe Meli