Mosè

Arte: il ‘Mosè’ di Michelangelo torna a splendere

Un gioco di luci suggestivo per far tornare a splendere la “Tomba di Giulio II” di Michelangelo, di cui fa parte la statua di Mosè, nella chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma. Un progetto realizzato dal light designer Mario Nanni che ha utilizzato tecniche informatiche all’avanguardia e lampade a led, in grado di restituire i colori e l’intensità della luce naturale. Il ruolo di riscoperta del valore della luce sul Mosè si deve allo storico e restauratore Antonio Forcellino.

 

Dell’intera opera di restauro si è occupata la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica di Roma con il sostegno dei proventi derivanti dal Gioco del Lotto, nella logica di una piena collaborazione tra pubblico e privato.

Secondo il soprintendente Francesco Prosperetti tutto ciò “rappresenta un dato assolutamente fondamentale nella capacità che abbiamo, ma che dovremmo sviluppare sempre di più in futuro, di valorizzare il nostro patrimonio monumentale e artistico”.

All’epoca di Michelangelo esistevano due finestre sulle pareti ai lati della tomba. Mosè fu scolpito voltato con lo sguardo rivolto alla finestra alla sua sinistra e sulla fronte arrivavano i raggi, simbolo della salvezza.  L’effetto finale era un chiaroscuro sul marmo.

Centocinquant’anni fa però accanto alla chiesa di San Pietro in Vincoli fu costruita la Facoltà di Ingegneria, una delle due finestre usate da Michelangelo come fonte di luce fu chiusa. Dall’altro lato fu creato un ripostiglio. Su Mosè e sulla Tomba di Giulio II calò così il buio, nascondendo la raffinata maestria del chiaroscuro.

Con il recupero si è cercato di interpretare la luce naturale che entra dentro la chiesa, chiudendo, però, quella finestra e ricreando – grazie al progetto del light designer Mario Nanni – le condizioni esistenti ai tempi di Michelangelo.

“Ho dato al Mosè – ha detto il restauratore Antonio Forcellino, che ha diretto i lavori – una luce divisa in quattro atti, quella dell’aurora, dell’alba, quella del tramonto e quella del crepuscolo, in modo da avere una resa cromatica che sfuma dagli arancioni ai rossi e che si integra con la luce naturale”.

Il monumento è visitabile da tutti in maniera gratuita.