Indagini

Hi-Tech: indagini sempre più sofisticate

È in funzione un nuovo strumento al servizio delle forze dell’ordine che permette indagini sempre più precise. Si chiama Banca dati nazionale del Dna (Bdn-Dna) e consente di confrontare i profili del Dna acquisiti sulle scene del crimine. Uno strumento utile anche nell’ambito delle indagini sul terrorismo internazionale assicura la Polizia di Stato “secondo livelli tecnologici che consentono la corretta identificazione genetica dei soggetti”.

 

“Gli standard qualitativi adottati – afferma il capo della Polizia Franco Gabrielli – pongono il sistema italiano all’avanguardia nello scenario europeo”.

La Bdn-Dna è una Divisione del Servizio per il Sistema informativo interforze (Ssii), è incardinata nel Dipartimento della Pubblica sicurezza, all’interno della Direzione centrale della Polizia criminale.

Il sistema raccoglie dati sensibilissimi su cui la normativa italiana richiede rigorosi controlli di garanzia esercitati dalle autorità nazionali, quali l’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali e il Comitato nazionale per la Biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché da Accredia (Ente nazionale di accreditamento dei laboratori di prova).

Attualmente si stanno inserendo i profili del Dna ottenuti dai Laboratori della Polizia scientifica e del Raggruppamento investigazioni scientifiche, i reparti specialistici della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.

“L’avvio, pur con straordinario ritardo, di operatività di una banca dati per il Dna rappresenta un fondamentale strumento per la polizia giudiziaria e la magistratura – afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil -. Come denunciamo da tempo, però, serve personale qualificato, anche alla luce delle garanzie che si devono osservare in relazione alla tracciabilità nella catena attinente la custodia dei reperti, operazioni che richiedono preparazione e formazione specifica in tale campo”.