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La Tv tradizionale è viva e vegeta

Con la moltiplicazione delle piattaforme di distribuzione dei contenuti audiovisivi, la conquista dell’audience è diventata assai ardua. L’impressione, però, è che sia necessario affinare lo sguardo quando si parla di consumi multimediali. Per esempio, leggendo con attenzione alcune ricerche, si scopre che la cara vecchia televisione è sempre saldamente al centro dei giochi.

 

Cedere a visioni estreme. Una tentazione del genere, sebbene con toni felpati, ruota attorno alla morte della Tv tradizionale. Teorizzata grosso modo a partire dagli anni novanta, la profezia ha preso le mosse dalla digitalizzazione del mezzo culminata con la nascita del Digitale Televisivo Terrestre, la fine del duopolio, la rivoluzione del telecomando e tante altre tappe che non è il caso di passare in rassegna.

Il punto è che mancano indizi sostegno dell’epilogo funereo. Anzi. È proprio il caso di dire che la cara Tv è viva e vegeta e lotta assieme a noi. Lo conferma l’interesse fattivo verso questo settore da parte di player internazionali. E soprattutto lo confermano alcune ricerche sulle abitudini di fruizione, come quelle del Censis. È da anni che l’istituto ripete che la Tv continua a essere vista da oltre il 97% degli italiani, cioè dalla quasi totalità della popolazione.

Per soddisfare il bisogno di informazione, per abitudine, per svago o per compagnia: è una ritualità talmente radicata da non mostrare alcun cedimento a fronte dell’avanzare delle nuove modalità di consumo. Secondo l’Osservatorio Social Tv 2017, la Tv tradizionale viene utilizzata “sempre e spesso” dal 74% degli intervistati (su un campione composto da oltre 1.300 persone) nel quadro di un generale incremento del tempo dedicato ogni giorno a questa attività.

Tabella

I giovani utilizzano soprattutto smartphone, computer e tablet, chiaramente abbinati a servizi provenienti soprattutto dalla rete e dai social. Questo trend non sorprende, ma di certo attrae la maggior parte degli sforzi degli analisti. Sembra essere meno appetibile, o comunque meno frequente, occuparsi delle dinamiche di offerta/consumo relative al target più maturo.