Elena Fissore

Musica e diritti: intervista alla Sen. Elena Fissore

Si parla poco di diritti connessi al diritto d’autore e soprattutto dei meccanismi che fino ad oggi hanno regolato la loro riscossione – nel settore della musica – da parte di artisti, interpreti ed esecutori. Un annoso problema che a breve potrebbe essere risolto grazie all’emendamento della Senatrice Elena Fissore (PD) presente del Ddl ‘Concorrenza’ approdato alla Camera per la terza e ultima lettura, dopo il via libera ottenuto in Senato.

 

Abbiamo rivolto alla Senatrice alcune domande.

Se il Ddl ‘Concorrenza’, che contiene l’Emendamento Fissore, fosse convertito in legge dalla Camera, cosa potrebbe cambiare per i professionisti del settore musicale?

I cambiamenti saranno significativi e positivi per il settore dei diritti musicali.  La riforma, finalmente, riconosce a cantanti e musicisti la possibilità di gestire in prima persona, in autonomia dai discografici, i compensi per i diritti connessi.  Si tratta di quei proventi – diversi dal diritto d’autore – che sono dovuti a interpreti, musicisti, direttori d’orchestra ecc., ogni volta che viene diffusa in pubblico la loro musica (es. in tv, radio, pubblici esercizi).

I musicisti diventeranno, dunque, imprenditori di se stessi?

Fino ad oggi, nel mercato musicale italiano gli artisti hanno vissuto una condizione di subordinazione rispetto alla figura del produttore discografico che, per legge (art. 73 LDA 633/1941), aveva il potere esclusivo di negoziare e incassare, per sé e per i propri artisti, tutti i compensi pagati dagli utilizzatori (radio, tv, pubblici esercizi). Cantanti, musicisti, e le società di collecting che li rappresentano, sono stati, per anni, esclusi da ogni decisione relativa ai loro compensi, completamente subordinati alle decisioni dei produttori discografici. La nostra riforma intende, di fatto, porre fine a un regime giuridico del tutto superato che non trova riscontro in nessun altro ordinamento europeo, armonizzando le norme al contesto UE.

Molto importante è il divieto del patto di cessione. In che consiste più dettagliatamente?

Con la riforma contenuta nel Ddl ‘Concorrenza’ i compensi spettanti agli artisti interpreti ed esecutori non potranno in alcun modo essere rinunciabili e cedibili.  Questo per eliminare una prassi comune e discutibile utilizzata dal molti  produttori: quella di farsi cedere dagli artisti – in forza di un maggior potere negoziale – tutti i diritti connessi alla firma del loro primo contratto discografico, espropriandoli, di fatto a vita, dei compensi loro dovuti. Così, nonostante la legge stabilisca che il compenso per i diritti connessi dev’essere diviso a metà tra produttori e artisti, fino ad oggi  nessuno di questi ha di fatto ricevuto il 50% stabilito dalla legge. Con la nostra riforma intendiamo porre fine a questa inaccettabile situazione per  tutelare e restituire dignità alla figura dell’artista.

Cosa cambierà per le collecting?

Questa riforma darà un decisivo impulso allo sviluppo del mercato dei diritti connessi  perché riequilibra i rapporti tra gli operatori del settore (società di collecting dei produttori e degli artisti). Le collecting degli artisti avranno, infatti, lo stesso ‘peso’ dei produttori nelle fasi della negoziazione, raccolta e ripartizione dei diritti connessi. Tengo molto a sottolineare che questa è una vittoria per tutte le collecting degli artisti, come ad esempio ITSRIGHT, che per prima –  fin dall’origine – si è fatta promotrice  della riforma in senso liberale del settore, in favore degli artisti,  nella condivisa consapevolezza che il mercato trova un progressivo equilibrio nella via negoziale tra gli operatori.

Tra i sostenitori della riforma anche il NUOVOIMAIE, istituto che tutela i diritti degli Artisti Interpreti Esecutori. Vi proponiamo un video in cui il presidente, Avv. Andrea Miccichè che spiega l’importanza del diritto connesso.