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TV: switch off? A settembre tavolo del Governo

È una questione tecnica che non riguarda solo le emittenti, ma anche i consumatori. All’orizzonte, infatti, c’è la probabilità di doversi dotare di un nuovo decoder esterno per continuare a vedere la televisione. Tutto dipende dalle scelte che si faranno a livello di sistema trasmissivo dopo la cessione della cosiddetta banda 700 Mhz. Per la prima volta il tema è stato affrontato in un evento pubblico: l’Assemblea Generale 2017 di Confindustria Radio TV. Ed è arrivato un annuncio importante.

 

Dopo la pausa estiva partirà formalmente il tavolo tecnico del Governo per gestire la cessione della banda 700 Mhz che sarà destinata allo sviluppo del 5G. Lo ha detto il sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, intervenendo all’Assemblea Generale 2017 di Confindustria Radio Televisioni. L’obiettivo – ha precisato – “è ridisegnare il Digitale televisivo terrestre in modo organico e definitivo tenendo conto delle richieste dell’Europa e delle specificità nazionali, così come avvenuto per la soluzione delle interferenze con i Paesi confinati”.

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Antonello Giacomelli, sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico

Messaggio chiaro in vista della scadenza del 2022. “L’Italia – ha aggiunto – non sarà in ritardo. Rispetteremo i tempi che ci siamo dati assieme”. Parole arrivate a seguito delle richieste del presidente di Confindustria Radio TV, Franco Siddi, che, nella sua relazione di apertura, ha parlato della necessità di passare a tecnologie trasmissive più efficienti. “Questo – ha aggiunto – significa programmare uno switch off della tecnologia attuale che permetta, da un lato, di trasferire sulle nuove frequenze l’offerta attuale; e dall’altro di garantire lo sviluppo della piattaforma verso l’alta e l’altissima definizione, caratteristiche acquisite sulle altre piattaforme trasmissive e sui terminali mobili, utilizzando gli standard più evoluti come il DVB-T2 e l’HEVC”.

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Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio TV

“A fronte del rilascio delle frequenze – ha spiegato Siddi – è necessario che il Governo intervenga con misure compensative di sostegno economico, attingendo le risorse dei soggetti che beneficeranno di tali frequenze. Ciò al fine di facilitare gli importanti investimenti tecnici che le imprese dovranno sostenere per poter continuare nell’esercizio delle attività produttive”.

FOTO DI LUCA RAFFONE