Cani e gatti

Un ‘flash mob digitale’ per i gatti di Gaeta (LT)

Un bombardamento postale – tecnicamente mail bombing, ma  noi l’abbiamo chiamato flash mob digitale – contro il Comune di Gaeta, in provincia di Latina. Centinaia di mail stanno arrivando agli indirizzi dell’Amministrazione per dire no a un provvedimento appena passato.  Andiamo con ordine:  a lanciare l’iniziativa su Facebook è stato l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) e prima ancora l’Associazione Difesa degli Animali di Gaeta (A.D.A.). Perché? Presto detto: qualche giorno fa in Piazza 19 maggio è passata una delibera che individua nel 5 il numero massimo di animali d’affezione – cani e gatti – che una persona, una famiglia, può detenere.

 

“Assolutamente un atto illegittimo”. Così Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA, che prosegue: “Esiste una sentenza che stabilisce esattamente il contrario, ovvero che non può essere posto un limite in generale. Le situazioni vanno valutate caso per caso e bisogna tenere conto di come gli animali vengo fatti vivere.  Così non si farà altro che incentivare il randagismo”.

Effettivamente, anche chi possiede ampi spazi esterni può essere disincentivato dall’ospitare cani e/o gatti che vagano per strada.

Dall’ufficio stampa del Comune precisano che il provvedimento non è contro gli animali, ma, anzi, vuole andare a tutelare proprio cani e gatti che spesso vivono in condizioni di disagio. “A Gaeta – ci dicono – ci sono due signore che nella loro abitazione hanno una cinquantina di gatti e hanno alzato anche delle reti per non farli uscire. Quindi il provvedimento si è reso necessario perché c’è un problema sanitario di cui tener conto. Può immaginare cosa significhino cinquanta gatti per quel condominio. E non vogliamo che si creino precedenti”.

Noi queste signore le abbiamo individuate e raggiunte telefonicamente. Ci hanno detto che la loro abitazione, con giardino, è grande. Hanno inoltre, carte alla mano, superato due controlli: uno dell’ASL e l’altro dell’Ufficio di Igiene Pubblica. “Siamo nella legalità”, affermano, aggiungendo che “la legge nazionale e la regionale n° 34 del 1997, recepita dal Comune di Gaeta, recita che nella proprietà privata una persona può tenere quanti animali vuole purché siano rispettati il benessere degli stessi e l’igiene della collettività”.

Come già detto, gli organi competenti (ASL e Igiene) hanno effettuato i controlli dando il via libera alla permanenza dei gatti nella casa delle due signore . Potrebbe essere un provvedimento “mirato”?

“E’ una questione interna al condominio – insistono – che è riuscito a portare la vicenda in Consiglio comunale. A Gaeta ci sono problemi seri come l’acqua che scarseggia e le strade che sono sporche. Ma per il Comune era quella dei gatti la vera urgenza da risolvere”.

I gatti in possesso delle signore, tra l’altro, sarebbero poco più di venti. “Tolti dalla strada e bisognosi di cure”, aggiungono.

Cure a cui provvedono le associazioni animaliste, mentre, a quanto ci risulta, per i “trovatelli” dovrebbe farlo proprio il Comune.

“Siamo pronti ad andare in Consiglio di Stato per far annullare il provvedimento” conclude Carla Rocchi, presidente ENPA.

Noi confidiamo in una mediazione affinché si giunga presto a una soluzione che possa mettere d’accordo tutte le parti.

Per i legali della proprietaria dell’appartamento con annesso giardino sito nel condominio attenzionato dall’Amministrazione comunale di Gaeta, Avv. Salvatore Annunziata ed Avv. Anna Cristina Falciano, si tratta di un’azione amministrativa assolutamente singolare perché “come confermato dall’Ufficio Stampa del Comune di Gaeta, apporta modifiche a norme “generali ed astratte” per tutelare gli interessi non della collettività, ma di un condominio e, quindi, di privati.

Qual è l’interesse pubblico tutelato? In che modo la salute pubblica verrebbe messa a repentaglio dal possesso di cani e gatti senza alcun limite numerico, ma solo con i limiti di carattere sostanziale posti dalla legislazione nazionale e regionale? Ed ancora tali norme regolamentari sono rivolte soltanto a  cani e gatti. Quid juris per gli uccelli, conigli etc?

La questione che è giuridicamente e socialmente molto seria rischia di diventare paradossale e grottesca.

Un dato è certo, saranno i Giudici amministrativi a risolvere la querelle tra un condominio e il suo condomino”.

Cristiana Tomei